MARINEBIOLOGIST.IT         Dott. Viviana Esposito - Biologa Marina

 

  

Cinto pettorale e pelvico
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Le pinne pari, trovandosi in una zona in cui è presente la maggior parte della massa corporea, hanno sviluppato, con l’evoluzione, una struttura che si chiama cintura. Le pinne anteriori sono quelle che devono opporre maggiore resistenza durante il nuoto, per cui ne consegue un maggiore sviluppo delle cinture che sostengono le pinne pettorali rispetto a quelle che sorreggono le pinne pelviche.

Il cinto pettorale è collegato alla colonna vertebrale da robusti fasci muscolari. Ha una forma un po’ arcuata ed è composto da numerose cartilagini o ossa di sostituzione: Clavicola, Cleitro, Sovracleitro e Post Temporale che collega il cinto al cranio.

I Condroitti posseggono un cinto pettorale costituito da una struttura ad anello aperto ad un lato, di cartilagine immerso in una massa muscolare, e non collegato allo scheletro. L’anello è formato da una struttura principale, detta Coracoide, che termina ad entrambi i lati con due braccia composte da Scapola e Sovrascapola.

Gli Ipotremata presentano una situazione diversa dal resto dei Condroitti. Il loro cinto pettorale, a causa dell’ampiezza delle pinne deputate al nuoto, è sospeso alla colonna vertebrale tramite dei legamenti molto robusti.

Negli Osteitti il cinto pettorale varia da specie a specie ma ha una struttura generale caratterizzata da due emicinti collegati al neurocranio, formati da una Clavicola, un Cleitro e un Sovracleitro. Sul Cleitro si legano Scapola e Coracoide che devono sostenere i basali dalla pinna. Nei pesci ossei moderni i pezzi ossei subiscono una riduzione. In pratica, la clavicola sparisce e si forma una coraco-scapola.

Nel corso della filogenesi il cinto pettorale tende a semplificarsi, e ad assumere caratteristiche specifiche nelle diverse classi. Nei Tetrapodi scompaiono man mano tutti gli elementi dermici; nei Cheloni clavicola, coracoide e scapola possono disporsi a formare un "tripode”; nei Mammiferi il coracoide si riduce a formare un complesso coracoideo della scapola, mentre la clavicola, in mammiferi marini come i Cetacei scompare del tutto, consentendo una maggiore ampiezza dell’oscillazione dell’arto anteriore.

Cinto pettorale in un Osteitto moderno (sinistra) ed in un Condroitto Pleurotremata (destra)

Cinto pettorale e pinna in un Batoideo

Il Cinto pelvico è una laminetta “ischio-pubica” mantenuta in sede della muscolatura ventrale e non ha connessione con lo scheletro assile nei Teleostei che hanno le pinne in posizione addominale. Nei Teleostei con le pinne in posizione giugulare (anteriore o toracica) vi è invece, una relazione con il cinto pettorale.

La parte libera delle pinne negli Attinopterigi è sostenuta da una serie di radiali su cui si innestano i Lepidotrichi. Ora nei Teleostei moderni i radiali spariscono dando spazio ai Lepidotrichi di articolarsi direttamente con il basipterigio, il quale assume una forma di V ed è connesso al cleitro.

Nei Condroitti tutta la struttura del cinto pelvico è una simile a quella degli osteitti ma formata da cartilagine.

Il cinto pettorale degli anfibi primitivi differiva da quello dei pesci per avere ossa di sostituzione più ampie ed ossa di origine dermica ridotte. Tutte le ossa dorsali al cleitro vennero perse (fece eccezione un gruppo di transizione di labirintodonti primitivi). Il contatto con il cranio venne quindi interrotto e la testa fu libera di girare sul collo che stava evolvendosi.

Alcuni dipnoi e crossopterigi hanno una piccola interclavicola che unisce le due mezze cinture lungo la linea mediana ventrale. Quest’osso si slarga nei labirintodonti, probabilmente per compensare la perdita di ancoraggio del cinto alla testa. Vi sono due ossa di sostituzione: una scapola dorsale ed un coracoide ventrale.

Nei rettili primitivi compare un secondo coracoide, per cui si parlerà di Precoracoide, o coracoide anteriore, e coracoide posteriore o solo coracoide. Quest’ultimo scompare nei rettili moderni, incluse le tartarughe, lepidosaluri ed arcosauri, mentre nei mammiferi è il coracoide anteriore che viene perso, mentre quello posteriore ossifica fondendosi alla scapola e formando il processo coracoideo.

La cintura pelvica dei tetrapodi è molto più grande di quella dei pesci ed ha una struttura relativamente uniforme. Ciascuna metà del cinto è nell’embrione un unico abbozzo cartilagineo, ma nell’adulto si ritrovano tre ossa. Vi è un ileo dorsale che si articola con una o più vertebre sacrali, un pube anteriore ed un ischio posteriore. Negli antichi anfibi il cinto era robusto ed a forma di triangolo con l’ileo costituente l’apice, mentre nei rettili assomiglia più a quello dei labirintodonti.

Il cinto pelvico negli uccelli è particolare in quanto il lungo ileo si estende tanto in avanti che all’indietro della fessura che accoglie la testa del femore, l’acetabolo, mentre il pube è rigirato all’indietro al di sotto dell’ischio.  Nei mammiferi l’ileo, lungo ed espanso, si stende solo sull’avanti dell’acetabolo.